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 a cura di Giovanni Beretta
ultimo aggiornamento 24 settembre 2011

Problemi Sessuali Maschili


Disturbi del desiderio:

Il desiderio sessuale e'prodotto nella parte piu' antica del nostro cervello, il rinencefalo. Inoltre il
desiderio sessuale e' influenzato dagli ormoni: il testosterone che facilita il desiderio, la prolattina
che invece lo inibisce.

Una caduta del desiderio puo' essere dovuta anche ad un'insoddisfazione professionale,
stress, grave lutto o problemi nella relazione con la partner.

In queste situazioni l'attenzione spesso si focalizza su pensieri o aspetti meno piacevoli o
addirittura negativi della vita sessuale. A volte puo' essere normale avere una caduta del desiderio, quando la partner non e' disponibile oppure quando ci si trova in una situazione pericolosa e stressante.
Accertamenti:
e'consigliata una visita andrologica. Alla quale seguiranno le valutazioni ritenute piu' opportune. In
genere si eseguono dei dosaggi ormonali.

Cosa si può fare?
Se la caduta del desiderio è legata ad una carenza ormonale può essere trattata facilmente con farmaci
mirati. Le cause psicologiche necessitano di un intervento psicoterapeutico appropriato.

Molto importante è analizzare le proprie fantasie erotiche sia per scoprire eventuali blocchi psicologici sia per liberare e aumentare il desiderio sessuale. Disturbi dell'erezione Molti uomini sono saltuariamente esposti a difficoltà erettive e quest'esperienza è vissuta in modo
molto negativo.

Disturbi dell'erezione

Come avviene l'erezione?
L'erezione è una complessa risposta fisiologica che dipende da una perfetta integrazione dei meccanismi
vascolari, endocrini e neurologici. Fino a qualche anno fa si pensava che circa il 90% dei deficit erettivi
fosse di origine psicologica, ma recenti studi hanno dimostrato la presenza di un'eziologia organica in circa il 50% dei casi di impotenza. Due sono i meccanismi che determinano l'erezione:

1) Stimolazione psichica attraverso le immagini, le fantasie e gli stimoli erotici

2) Stimolazione diretta dei genitali . Questi stimoli provocano un rilasciamento della muscolatura liscia del pene, mentre le resistenze periferiche diminuiscono e si ha un massiccio e rapido afflusso di sangue nei corpi cavernosi del pene che si espandono comprimendo le vene e quindi impedendo la caduta dell'erezione.

Quali sono le cause dell'impotenza?
Una causa importante e frequente è la riduzione della quantità di sangue che arriva al pene a causa di
restringimenti arteriosi (arteriosclerosi, diabete, aumento dei lipidi, e del colesterolo, fumo, traumi,
danni successivi ad interventi chirurgici) oppure ad aumento della fuga di sangue venoso dal pene.

Le alterazioni delle vie nervose, successive a traumi o a particolari interventi chirurgici, quasi sempre
determinano un deficit erettivo. Altra causa non infrequente è l'induratio penis plastica
o morbo di Peyronie caratterizzato da placche fibrotiche della tunica albuginea e successivamente anche dei corpi cavernosi del pene che determinano un incurvamento, che può causare dolore durante il rapporto.
Un disturbo dell'erezione può avere anche un'origine ormonale sia per carenza dell'ormone testosterone, cosa piuttosto rara, sia per eccesso di ormoni inibitori in particolare della prolattina.

Cosa si può fare?
Un colloquio con lo psicologo può essere molto utile o risolutivo se la causa dell'impotenza è un problema psicologico oppure se vi è una forte componente ansiosa. Se la causa è vascolare si può ottenere un risultato positivo utilizzando alcuni farmaci come la Prostaglandina E1 , che si somministra tramite iniezioni intracavernose, oppure il Sildenafil citrato  e l'Apomorfina , il Vardenfil  o il Tadalafil , che sono in commercio sotto forma di compresse orali.

Tutti questi farmaci vanno somministrati sotto stretto controllo specialistico perché se mal utilizzati possono creare gravi problemi collaterali. Infine nelle forme più gravi o resistenti ai farmaci si può ricorrere ad interventi chirurgici che migliorano l'afflusso di sangue al pene oppure si può inserire una protesi peniena all'interno dei corpi cavernosi. In ogni caso l'impotenza è una situazione risolvibile: parlarne con uno specialista aiuterà a trovare la soluzione corretta caso per caso.

Barada JH. More Recent Research in Erectile Dysfunction. Medscape. 19 ottobre 2004

http://www.video.mediaset.it/video/iene/puntata/228495/gerardi-impotenza-sessuale.html


Disturbi Dell' Eiaculazione

Quanto deve durare un rapporto "normale"?
E' difficile dirlo, molto dipende dalla soggettività dei due partner. Ciò che è troppo breve per qualcuno può essere assolutamente normale per un altro. In alcuni casi però l'eiaculazione avviene addirittura prima dell'introduzione del pene in vagina o dopo pochi secondi. Il fatto è che, quando ci si sente eiaculatori precoci, possono nascere insicurezze e timori che condizionano la vita sentimentale e relazionale.

Cosa si deve fare?
Consultate un andrologo che può escludere che vi sia una causa organica (infiammatoria o neurologica)
e impostare una terapia corretta. Anche quando non si riesce a trovare una causa specifica è, in alcuni casi possibile intraprendere una terapia farmacologica specifica che migliora il sintomo.

Sul fronte farmacologico si annunciano importanti novità; è in arrivo una nuova molecola: la Dapoxetina . E' questa una sostanza che agisce a livello del sistema nervoso centrale alzando i livelli di serotonina ,un importante "freno naturale" dell'eiaculazione. L'assunzione è al bisogno , con tutte le problematiche psicologiche che questo può scatenare,  almeno un'ora prima del rapporto. Gli effetti collaterali sono riferiti a problemi gastro-intestinali e lo scatenarsi una occasionale di nausea e senso di vomito.                                                                            

Dapoxetina : un nuovo farmaco  nel trattamento dell’eiaculazione precoce?

Epidemiologia

L'eiaculazione precoce è da molti andrologi considerata il disordine sessuale più frequente nell'uomo.

In una indagine epidemiologica da noi compiuta alcuni anni fa in una grande città del Nord Italia, in cui erano state intervistate  1500 coppie a caso, emergeva come questo problema fosse presente in circa il  25% delle coppie intervistate.

Un altro recente studio epidemiologico  statunitense  ha calcolato che circa il 40 % degli uomini, con età inferiore ai quaranta anni, lamenta questo disturbo sessuale.

In questa prospettiva è chiaro l’interesse dei medici e soprattutto delle case farmaceutiche a trovare un rimedio valido , “facile”  e capace di contrastare  questo diffusissimo disturbo sessuale.

Il nuovo farmaco

Ora anche questo “capitolo” della medicina sembra destinato a essere affrontato con successo  grazie a un “nuovo” antidepressivo che appartiene alla famiglia degli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI).

Questo farmaco si chiama Dapoxetina e  che sia un farmaco nuovo la discussione è aperta  ma sicuramente è nuovo il tentativo di utilizzarlo in modo “esclusivo” per superare il “problema sessuale” che scatena la precocità o l’incapacità a controllare l’evento eiaculatorio .

Di questa molecola si è già cominciato a parlarne da almeno due anni ed ora uno studio pubblicato da Lancet, una delle più prestigiose riviste internazionali di medicina, sembra confermare che si è arrivati finalmente ad ottenere del farmaco una formulazione accettabile.

Se, come abbiamo visto , l’eiaculazione precoce è una delle principali disfunzioni sessuali maschili e quindi numerosi sono i maschi con questo problema  si può considerare il gruppo farmaceutico che  proporrà questa possibilità terapeutica veramente fortunato sul piano commerciale ed economico se il prodotto “funzionerà” veramente.

Strategie terapeutiche disponibili

Già in passato  questa classe di farmaci, nati  per vincere la depressione ed altri disturbi psichiatrici, era stata utilizzata per trattare l’eiaculazione precoce, sfruttando più che altro il suo principale effetto collaterale, cioè quello di rilasciare la muscolatura che si contrae quando un maschio eiacula e quindi  determinare un’azione ritardante. La novità qui è rappresentata , come gia in parte detto , dal fatto che la Dapoxetina è il primo trattamento valutato e studiato appositamente e solo  per questo problema.

Ed è infatti anche il primo sul quale ora si dispone di dati ricavati da studi clinici avanzati  che confermerebbero la sua efficacia. Questo farmaco sembra indicato soprattutto in quella fascia di popolazione maschile in cui l’eiaculazione precoce ha fatto la sua comparsa dall’inizio ,cioè ai primi rapporti sessuali (detta anche eiaculazione precoce primaria).

Nei maschi dobbiamo sempre ricordare che dal presentarsi del problema  al prendere poi la decisione di chiedere aiuto a volte passano  parecchi anni.

I motivi sono sempre i soliti: vergogna, imbarazzo a domandare un aiuto per problemi così personali, ma anche una diffusa e totale ignoranza della propria sessualità e dei possibili trattamenti terapeutici comunque già disponibili .

Spesso questi uomini risolvono la loro  disfunzione perchè da giovani è facile il “recupero” rapido dell’erezione e generalmente  il secondo rapporto consecutivo è più duraturo. Con il passare del tempo però questo “stile di vita” diventa sempre più difficile da mantenere.

Quali strategie terapeutiche sono oggi già disponibili ?

A questo proposito dobbiamo ricordare che oggi le indicazioni terapeutiche, anche senza Dapoxetina, comunque sono già  molte: dalle tecniche psicoterapeutiche, come ad esempio le terapie comportamentali, alle pomate che contengono anestetici locali fino all’uso di alcuni inibitori della ricaptazione delle serotonina.

A dire il vero non sempre le terapie comportamentali da sole danno i risultati sperati e spesso viene associato  a queste anche un supporto farmacologico .

L’uso degli antidepressivi nell’eiaculazione precoce nasce, come già detto, dall’osservazione che nei soggetti ansiosi e depressi in terapia con questi farmaci l’eiaculazione viene spesso inibita, ritardata e a volte scompare.

Casistica considerata

Per quanto riguarda l’uso della Dapoxetina ora pare che si sia arrivati ad una fase avanzata nel suo studio clinico e con buoni risultati sembrerebbe.

Nella ricerca pubblicata sulla rivista Lancet gli esperti dell’Università del Minnesota hanno testato la sua efficacia  solo sul “problema eiaculazione precoce”.

In tutto sono stati valutati 2600 uomini. A 870 era stato somministrato placebo, cioè un finto farmaco, mentre a 874 una dose di 30 mg di Dapoxetina e a 870 una dose di 60 mg. In media prima dell’assunzione del farmaco , all’inizio della valutazione, l’eiaculazione dei maschi selezionati ed inseriti nello studio avveniva appena dopo un minuto dall’inizio del rapporto sessuale. Dopo la cura, chi aveva assunto il “farmaco” placebo aveva raggiunto una “durata” media di 1 minuto e 75 secondi, il gruppo che aveva assunto la dose di 30 mg una media di 2,78 minuti mentre il gruppo dei 60 mg una media di 3,32 minuti.

Soprattutto ai dosaggi più alti si  sono  però verificati alcuni effetti collaterali, indesiderati come nausea, diarrea, mal di testa e vertigini .

Considerazioni conclusive

Questi sono i risultati pubblicati ed i vantaggi,  su tutti gli altri trattamenti già in uso, sono a mio parer ancora in parte da verificare.

La casa farmaceutica che sembra destinata a proporre questo farmaco pensa anche ad un suo uso “al bisogno”, ossia il farmaco si dovrebbe prendere quando serve, senza la necessità di “cronicizzare” la terapia.

Questo solleva tutta una serie di problemi clinici e psicologici non indifferenti e tutti da valutare .

Non posso a questo punto che concludere dicendo che  io personalmente ho la sensazione che il problema sia ancora aperto e che siano necessari altri studi ed altre verifiche al proposito ed in sintesi, come dicevano i nostri padri,”se sono fiori… fioriranno…..”.

 McNeel D. Diagnosing and Treating Premature Ejaculation: An Expert Interview With Stanley E. Althof. Medscape Urology 6(2), 2004.

11th World Congress of the International Society for Sexual and Impotence Research. October 17 - 21, 2004, Buenos Aires, Argentina

Buvat J, Tesfaye F, Rothman M, Rivas DA, Giuliano F.  Eur Urol. 2009 Apr;55(4):957-67. Epub 2009 Jan 21.


Domanda frequente sui disturbi dell'erezione

 Egregio Professore,
sono un uomo di  44 anni.... da circa un anno  mi sono accorto di avere problemi di erezione, quando sono con la mia compagna ed quando arrivo al momento  decisivo il mio pene fa fatica ad avere una valida rigidità..
Fisicamente non mi sembra di avere  problemi, non bevo alcolici ma fumo più di  dieci di sigarette al giorno.... Cosa mi può essere successo ?Cosa devo fare per ritornare ad avere una erezione valida come prima? Un cordiale saluto.   I.L.

 Risposta

L'erezione è una complessa risposta fisiologica che dipende da una perfetta integrazione dei meccanismi vascolari, endocrini e neurologici. Fino a qualche anno fa si pensava che circa il 90% dei deficit erettivi fosse di origine psicologica, ma recenti studi hanno dimostrato in molti casi la presenza di una causa organica in circa il 50% dei casi di impotenza intesa come disturbo all’erezione.

Due sono i meccanismi che determinano l'erezione:

1) Stimolazione psichica attraverso le immagini, le fantasie e gli stimoli erotici

2) Stimolazione diretta dei genitali.

Questi stimoli provocano un rilasciamento della muscolatura liscia del pene, mentre le resistenze periferiche diminuiscono e si ha un massiccio e rapido afflusso di sangue nei corpi cavernosi del pene che si espandono comprimendo le vene e quindi l'erezione si mantiene.

Quali sono le cause organiche  più frequenti di un disturbo all’erezione?
Una causa importante e frequente , soprattutto ad una certa età, è la riduzione della quantità di sangue che arriva al pene per restringimenti arteriosi (arteriosclerosi, diabete, aumento dei lipidi nel sangue, e del colesterolo, fumo di sigaretta, traumi, danni successivi ad interventi chirurgici) oppure un aumento della fuga di sangue venoso dal pene.
Meno frequenti sono le alterazioni delle vie nervose, successive a traumi o a particolari interventi chirurgici, che determinano un deficit erettivo.

Altra causa non infrequente è l'induratio penis plastica o morbo di Peyronie caratterizzato da placche fibrotiche della tunica albuginea e successivamente anche dei corpi cavernosi del pene che determinano un incurvamento, che può causare dolore durante il rapporto.
Un disturbo dell'erezione può avere anche un'origine ormonale sia per carenza dell'ormone chiamato testosterone, cosa piuttosto rara, sia per eccesso di ormoni inibitori in particolare
della prolattina.
A questo punto cosa si può fare?

 In prima battuta il consiglio che posso dare al lettore è quella di smettere di fumare, questo è già un primo ed importante passo terapeutico che potrebbe essere  utile a migliorare la sua situazione.
Anche un colloquio con lo psicologo , se la causa dell'impotenza è,soprattutto un problema psicologico oppure se vi è una forte componente ansiosa può essere un passo utile.

Se la causa invece è vascolare si può ottenere un risultato positivo utilizzando alcuni farmaci come la Prostaglandina E 1 , che si somministra tramite iniezioni intracavernose, oppure altri farmaci vasoattivi come  il Sildenafil   ,il Vardenfil  o il Tadalafil  che sono in commercio sotto forma di compresse. Tutti questi farmaci vanno somministrati sotto stretto controllo specialistico , dopo una accurata diagnosi perché ,se mal utilizzati , possono creare importanti problemi collaterali (cefale , problemi cardio vascolari). Infine, nelle forme più gravi o resistenti ai farmaci , si può ricorrere  anche ad interventi chirurgici come l’inserimento di una protesi peniena .

Un cordiale saluto.

Giovanni Beretta.  

                                                                                        

G.Beretta "La sessualita' maschile" Meb Editore

Gatti L, Beretta GL, Cossa G, Zunino F, Perego P.
Mini Rev Med Chem. 2009 Aug;9(9):1102-12. Review.

Partono alla fine di novembre 2009 gli 'Epdays': 500 medici specialisti per 3 giorni di visite gratuite in oltre 260 centri di tutta Italia per rispondere al problema dell'Eiaculazione Precoce.

L’iniziativa - organizzata da SIA, SIAMS, SIU - si inserisce nell’ambito della campagna di informazione e sensibilizzazione “Eiaculazione Precoce. Vogliamo parlarne?” supportata on line dal sito www.eiaculazioneprecocestop.it

Articoli interessanti

J Pharm Biomed Anal. 2010 Nov 2;53(3):343-9. Epub 2010 May 6.

Profile of nitric oxide (NO) metabolites (nitrate, nitrite and N-nitroso groups) in honeys of different botanical origins: nitrate accumulation as index of origin, quality and of therapeutic opportunities.

Beretta G, Gelmini F, Lodi V, Piazzalunga A, Maffei Facino R.

Abstract
Besides dermoprotective activity, honey also has a strong gastroprotective effect, from salivary reduction of nitrate (NO(3)(-)) to nitrite (NO(2)(-)) and intragastric formation of nitric oxide (NO), this lastly involved in the preservation of the gastric mucosa capillaries and in boosting mucous production. Aim of this work is to profile the distribution of NO metabolites (NO(3)(-), NO(2)(-) and total N-nitroso-groups, N-NO) in a set of honeys (n=54) of different botanical origins, using a chemiluminescence based technique (NO-analyzer, NOA). All the honeys contained appreciable amounts of NO(3)(-) (from 1.63+/-0.04 to 482.98+/-5.34 mg/kg), the highest in honeydew honeys (10-40 times than in nectar honeys). Low levels of NO(2)(-) were found in all samples (0.01+/-0.00 to 0.56+/-0.01 mg/kg). N-NO groups, at trace levels in some nectar honeys, were higher in honeydew samples (from 0.01+/-0.00 to 0.29+/-0.01 mg/kg). Total phenol content (TP) and total protein (TProt) were comparable to those in literature. Multivariate analysis indicated that N-NO groups were significantly associated with NO(2)(-) and TP thus to suggest an in situ environmental nitrosation of specific nitrosable substrates (lysine, proline) favored by high reducing conditions. The bee-smoking process can be an alternative or complementary explanation for N-NO contamination. Hence NO(3)(-) rich honeys intake may exert beneficial effects against NSAIDs-induced gastric injury. Finally NO(3)(-) is a potential reliable marker of a honey's origin and quality.

PMID: 20451343 [PubMed - indexed for MEDLINE]

Prima redazione dei contenuti: luglio  2004 - ultima revisione: ottobre 2010

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